Orsaria, 22 dicembre 2008; sessantesimo compleanno dell’orso
(di Devis Macor)
Oggi a
Orsaria si respirava decisamente un clima di festa, ed è stata
senz’altro una giornata memorabile. Innanzitutto è stata celebrata la
cresima di ben 32 giovani dall’arcivescovo Brollo proprio nella nostra
chiesa di Orsaria, e già questo è un evento di una certa importanza.
Poi, subito dopo la messa, la gente del paese è stata attratta dalle
bandierine colorate e dalla musica proveniente dal bar “Al Natisone”,
che hanno attratto gli spettatori, è il caso di dirlo, come il miele
attira un orso. Si tratta di un paragone che cade a puntino, perché
l’altro evento odierno era proprio la celebrazione del sessantesimo
compleanno dell’orso, il simbolo di Orsaria.
In questo articolo voglio riportare alcune impressioni
“colte” durante questa bella festa, mentre per quanto riguarda i dati
e le curiosità storiche, si rimanda all’articolo pubblicato il 22
dicembre dal messaggero veneto, riportato in questa pagina.
Innanzitutto devo fare un po’ di autocritica. Questa
volta difatti, non ero a conoscenza dell’evento a cui sono “capitato
per caso dopo la messa”, ed ero quindi sprovvisto di macchina
fotografica. Ho rimediato con alcune foto scattate con il cellulare e
con quella di Jenco, che era ben attrezzato e sono contento di aver
assistito a questa bella manifestazione. Fatta questa doverosa
precisazione, veniamo alla festa.
Constatato l’aumento dei curiosi davanti al bar, ben
presto gli organizzatori hanno sospeso la musica e iniziato a fare i
discorsi, spiegando la ricorrenza e la tradizione del simbolo di
Orsaria, l’orso appunto. Per i curiosi c’era anche esposta una
“bacheca” con tutti gli articoli pubblicati sui giornali dell’epoca,
con la storia e il percorso di questo simbolo.
Le animazioni proposte da TeatrOrsaria
E’ stata la volta della lettura di due bellissime
poesie in friulano, veramente ben fatte e ben recitate. Una in
particolare inneggiava all’orso che “controlla dall’alto gli
avvenimenti del paese”, ha divertito il numeroso pubblico
presente e non sarebbe male se l’autrice Maria Paoluzzi
autorizzasse la pubblicazione dei testi sul sito “dal Nadison”.
Dopo ulteriori discorsi e un saluto da parte del Sindaco, c’è
stata la vera novità! Sono infatti arrivati due enormi orsi ammaestrati (ma
non troppo) legati entrambi a una zampa, con le corde portate da un
domatore. Ovviamente, come potrete vedere dalle foto, gli orsi sono
finti, anche se il domatore insisteva a dire che erano pericolosi e si
nutrivano solo di carne, umana perfino! Dal momento della loro entrata
in scena, lo spasso e l’ilarità del pubblico non ha fatto che
aumentare, al punto che anche le persone dal carattere più serio e
composto… ridevano come non mai! E tutto per gli scherzi e la simpatia
di questo fortissimo terzetto, che si è cimentato in una performance
divertentissima a dir poco. Tutti ridevano come matti quando i due
orsi, chiamati “bubu” e “yoghi” si sono messi a fare le flessioni e a
rotolarsi per terra. O quando hanno imitato altri animali, riuscendo
perfino a deporre un autentico “uovo di gallina decorato”, o facevano
perfino esercizi “matematici”. Il tifo e gli incoraggiamenti maggiori,
li ha avuti l’orso “yoghi”, volutamente “duro di comprendonio”, quando
non riusciva a fare i “compiti assegnati”. C’è però da dire che gli
“esercizi” di “bubu” erano molto facili (imitare una gallina e
ripetere con la zampa un numero primo compreso da 1 a 10) a differenza
di quelli assegnati a “yoghi” (anche io non riuscirei ad imitare un
armadillo e dire senza calcolatrice quanto fa la radice quadrata di
356!), quindi l’orsetto ha avuto tutta la mia comprensione quando,
spazientito, ha spezzato la bacchetta del domatore! Dopo i meritati
applausi ai 3 “artisti”, c’è stato il momento conviviale del
rinfresco, dove si è fatto un brindisi alla salute dell’orso e
degustato delle squisite pizzette appena sfornate.
...le foto ricordo in
piazza...
E’ quindi seguita una foto di gruppo ai piedi del palo
con l’orso in piazza ed è stata poi tagliata la torta “a forma di
orso” quasi identica alla figura dell’orso sul pavimento del
cortiletto del bar, con un orso “cameriere” che porta un vassoio con
una bottiglia di vino ed un canovaccio.
La festa comunque non era finita, poiché il bar
festeggiava anche il secondo anno di gestione, e quindi è seguito
successivamente un altro rinfresco, altra musica ed allegria!
Concludo l’articolo congratulandomi con la squadra che
ha organizzato questa bella festa: sono questi momenti che tengono
unita la nostra comunità, e chiedo loro di continuare su questa linea.
(foto a risoluzione
di stampa)
Domenica 21 dicembre 2008 si è tenuta a Orsaria una curiosa
festa: il compleanno dell’Orso che domina il paese dall’alto dei
trenta metri del pennone posto al centro della piazza
principale, che adesso porta il nome della Concordia (forse come
auspicio per gli abitanti) e che una volta era chiamata “Orsini”.
Lo scontroso plantigrado, che ha dato il nome al paese, ne è
diventato il simbolo e la sua immagine figura sugli stemmi e sui
loghi di varie associazioni locali. Naturalmente gli abitanti ne
sono orgogliosi e, a differenza dell’ animale di riferimento che
è poco socievole, gli orsariesi sono delle persone allegre,
sempre pronte a fare amicizia con tutti e che colgono tutti i
pretesti per fare festa (questo almeno è quanto ritengono di
essere). L’orso sul pennone fu realizzato nel 1948, quindi
quest’anno ricorre il suo sessantesimo compleanno, per questo e
per altri motivi, un gruppetto di giovani (che vanno dai venti
agli ottanta e più anni) hanno pensato bene di organizzare una
festa in suo onore. Le cronache di Jenco e di Devis, descrivono
molto bene lo svolgimento dell’avvenimento, io mi limiterò a
qualche considerazione.
L’evento è prettamente locale, in teoria può
interessare solo pochi al di fuori di Orsaria, però lo si può
leggere anche sotto altri aspetti. Il primo è che una piccolo
paese come il nostro, che ha una limitata importanza nel
territorio, vuole mantenere, anzi ribadire con forza la propria
identità e specificità, anche se oggi viviamo gli anni della
globalizzazione, in cui non c’è spazio per le piccole realtà e
tutti dovrebbero essere uguali, senza particolarità e
differenze. (Magari questo è una delle cause della crisi
finanziaria mondiale!).
Altro motivo forse non evidente della manifestazione è
dato dalla voglia da parte degli orsariesi di festeggiare con
l’orso anche o soprattutto il paese stesso di Orsaria, quasi che
quella di oggi ne fosse una specie di compleanno. Ma anche il
desiderio di ricordare i tempi non lontani quando in quella
piazza, sotto lo sguardo benevolo dell’orso, si svolgevano le
famose Mascherate, che tanto successo ottennero in Friuli. E
quelle non consistevano solo nelle solite sfilate di maschere
più o meno splendide, ma erano delle vere recite teatrali in
piazza, con la gente, accorsa da tutta la regione, che si
divertiva un mondo alle battute e alle scenette sempre
divertenti e allo spirito caustico di “quelli di Orsaria”. Le
mascherate erano dirette da un presidente, che iniziava sempre
con la frase: “Prima di comincià ogni discôrs – cun rispièt e
saludìn el Ôrs”. Tempi ormai passati: ora l’orso guarda
silenzioso dall’alto e forse medita perplesso come tanti
cambiamenti succedutisi in questi anni abbiano modificato
profondamente il paese e magari rimpiange la grande allegria
della gente che si accalcava ai suoi piedi e riempiva
all’inverosimile la piazza, nelle domeniche di carnevale.
Buon compleanno orso e auguri che tu possa vegliare
ancora per secoli sul paese e sugli abitanti di Orsaria. Mandi
da un altro… Orso Bruno (Badino). |
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