Attimis,
2 Febbraio 2003
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ATTIMIS
(Ud)
195 metri s.l.m. - 33,36 km² - 1.800 abitanti - C.a.p.: 33040
Frazioni/Località:
Forame - Porzùs - Racchiuso - Subit
Informazioni turistiche: Pro loco Subit
Biblioteche: Biblioteca Comunale (apre me. e ve.
pomeriggio)
Musei e archivi: Museo della Terra dei Nove Castelli
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CAMPANE



Principali
monumenti e opere d'arte
Nella Chiesa parrocchiale, bel dipinto ottocentesco di
Odorico Politi raffigurante la Vergine con il Bambino. Accanto ai
ruderi del Castello di Partistagno (a un quarto d'ora
di cammino, tra fitti boschi, da Racchiuso) si trova la
Chiesetta votiva di S. Osvaldo, costruzione trecentesca in
abbandono, quasi completamente rifatta nel Cinquecento e nei secoli
successivi. Il vecchio presbiterio, utilizzato come ripostiglio,
conserva nelle pareti e nel catino affreschi raffiguranti Cristo
benedicente e figure di Apostoli. Vengono attribuiti al così detto
«Maestro di Partistagno», operante nei primissimi anni del
Quattrocento, seguace in certa misura del padovano Altichiero ma non
immemore della lezione vitalesca. Corretto nella forma, l'ignoto
pittore lascia figure gradevoli nella positura e nel colore ma forse
un po' snervate (ciò che meglio appare nel Cristo benedicente). Sono
state di recente restaurate.
Facevano parte del patrimonio della chiesetta un'interessantissima
scultura in legno dorata e dipinta, di fattura romanica, ora
ricoverata in luogo sicuro ed un dipinto di Titta Gori (XX sec.)
raffigurante la Madonna con Bambino e S. Lucia. Un'altra antica
costruzione sacra del comune è la Chiesetta di
Racchiuso, diventata sagrestia della nuova parrocchiale.
In quella che un tempo era la volta del coro, si vede un ciclo a
fresco cinquecentesco dovuto a Gian Paolo Thanner (nelle quattro
vele il Padre Eterno benedicente con il globo nella mano sinistra,
la Madonna con Bambino e S. Giacomo, S. Elena, Dottori della Chiesa;
Sante Vergini nel sottarco).
Da notare la saturazione dello spazio con figure, Vhorror vacui
(tipico del Thanner) che qui assume forme quasi parossistiche, ma
anche la notevole cura dei volti e soprattutto una bella serie di
angioletti musicanti che costituisce, per la varietà degli strumenti
raffigurati, una vera e propria antologia di quelli in uso in Friuli
nel primo Cinquecento. I colori sono tenuti su toni molto scuri, il
segno è quasi sempre secco e deciso.
Nel massiccio campanile, una iscrizione di notevole importanza: data
al 1448 ed il testo è nella lingua friulana del tempo: MCCCCXL-VIII
fo chome/nchat lo tor de Reclus / lo primo di de cugno / Pieri e
Toni so fradi di Vergnà.
La presenza in zona di culture diverse trova conferma nella
chiesetta di Porzus, che nella parte antica conserva la data
1477 e la scritta in tedesco con il nome del costruttore, «Maister
Andre von Lack», cioè Andrea da Skofja Loka.
Ancora affreschi nella Chiesa di S. Antonio abate a
Forame: la vecchia chiesetta (inglobata nella nuova) ha
restituito ai restauratori resti della decorazione con scene del
Nuovo Testamento (Adorazione dei pastori. Adorazione dei Magi) e
figure di Santi dello stesso pittore di formazione
carinziana-slovena che ha operato nella chiesetta di S. Stefano in
Clama ad Artegna (secolo XV). Nella stessa parrocchiale di Forame si
trova anche uno dei più interessanti altari lignei del Frinii,
quello che nel 1701 intagliò, dipinse e dorò Bartolomeo Ortari (Jernej
Vrtav) di Caporetto, esponente di quella scuola di scultori lignei
che si affermò nelle valli del Natisone lasciando prodotti che,
seppur attardati per gusto e per moda, risultano piacevoli nel loro
esuberante barocco; l'impianto architettonico armonizza e si
confonde con le sculture (quella di S. Antonio Abate, più grande
delle altre, nel reparto inferiore centrale, e poi S. Antonio da
Padova, un Vescovo, i Ss. Sebastiano e Stefano, l'Incoronazione
della Vergine, S. Nicola, S. Maria Maddalena, S. Michele Arcangelo);
l'intaglio è nel complesso di modesta qualità ma i colori sono
vivaci, la decorazione varia e mossa, l'insieme senza dubbio buono.
Al centro dell'altare, in basso, la scritta: «Adì 30 Junius / 1701 /
P. di Caporetto / Procuratore di M. Tomaso Turcut».
Anche nel presbiterio della chiesetta montana di
S. Giorgio, da poco restaurata, sono riemersi buoni
affreschi del XV secolo raffiguranti Apostoli. E stato da poco
istituito, da parte dell'Amministrazione Comunale, il Museo
della Terra dei Nove Castelli in cui si intende esporre
materiale archeologico (soprattutto di epoca medioevale) recuperato
nei castelli di Attimis e del vicino territorio.
Da ricordare infine che a Forame un privato ha costituito un
piccolo Museo del fossile in cui conserva reperti
archeologici, storici, fossili raccolti in zona o provenienti da
varie parti d'Italia e del mondo: può essere interessante una visita
che il proprietario ben volentieri concede.
Informazioni tratte da:
GUIDA ARTISTICA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
dell'Associazione fra le Pro Loco del Friuli-Venezia Giulia
http://www.prolocoregionefvg.org
VILLA ATTIMIS
STRASSOLDO
(SECOLO XVII)
Il complesso
della villa comprende un corpo dominicale affiancato da alcuni
rustici, la cappella gentilizia dedicata a San Giuseppe e
altre costruzioni rurali, raccolte attorno alla corte d’onore.
Vi si accede dal portale bugnato con cancello in ferro battuto
e sovrastante stemma nobiliare. L’insieme è circondato da un
ampio parco delimitato da un muro in pietra dove si trova una
vera da pozzo. L’edificio nobiliare costruito dai conti
Attimis dell’Orso nel XVII secolo, probabilmente su
preesistenze più antiche, passò agli Strassoldo Soffumbergo
nel XIX secolo.
Il complesso,
fino al XIX secolo, formava con i rustici una corte irregolare
chiusa su tre lati, in seguito parte dell’ala ovest venne
demolita lasciando la chiesetta in posizione isolata.
Lo schema
planimetrico del corpo nobiliare si sviluppa attorno al salone
centrale passante del piano nobile, con travatura lignea
superiore a vista e decorazioni parietali di stemmi nobiliari
alternati alle travi. Il piano di rappresentanza è accessibile
dall’esterno con una scala in pietra e balaustra in ferro, che
protegge l’ingresso arcuato del sottostante foledor. La
facciata principale ha al centro due aperture ad arco e
presenta, nella parte destra, aperture con riquadri in pietra
bugnata al piano terra e al piano nobile finestre con cornice
in pietra e cimasa, non allineate con quelle della parte
centrale. Sulla sinistra della scala è visibile una meridiana.
La facciata sul retro ha forme più irregolari ed è
caratterizzata dalla trifora con balaustra in pietra del piano
nobile.
La chiesetta,
risalente alla prima metà del XVII secolo, presenta una navata
rettangolare con un altare seicentesco su cui è collocata una
pala raffigurante la Madonna con Bambino tra due santi;
una porta sormontata dalla tribuna nobiliare con parapetto
ligneo la collega alla sagrestia,dove si trova murata una
lapide in onore del venerabile Tristano d’Attimis, ucciso in
Cina nel 1748. Sul fronte sono visibili la porta e le due
finestre laterali incorniciate in pietra con cimasa; una
meridiana centrale e la cornice del tetto a doppia falda
decorata con mattoni disposti a dente di sega completano la
facciata. |


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