Aiello del Friuli, 1 Giugno 2003
Qualche flash prima, durante e dopo la Santa Messa
Principali monumenti e opere d'arte
Di interesse architettonico, oltre al Castello di lontana origine tardo medioevale, voluto nella forma attuale di severo palazzotto con torri alle estremità dai marchesi Bona di Ragusa, ville e palazzi: Palazzo Peteani, bella costruzione secentesca su due piani con facciata evidenziata nella parte centrale da robuste lesene e stemmi nobiliari affrescati: eleganti ferri battuti nelle finestre e nel poggiolo; Villa Strassoldo-Parisi-Sabot, circondata da ampio parco, ripete la tipologia delle ville venete del Settecento a due piani con conclusione timpanata e scalinata centrale; Villa Michieli, ottocentesca, di semplice fattura, con cappella padronale annessa; Villa De Fin Teuffenbach, settecentesca. Caratteristici della zona sono i vecchi Mulini ora in disuso che prendono nome dagli antichi proprietari: Tininin, Surdon, Miceli. Nell'unica frazione, Joannis, oltre all'antica Centa del XV secolo di tipo rurale, va vista la parrocchiale, eretta tra il 1742 ed il 1749 nei modi dello Schiavi con l'assistenza del capomastro Dionisio Martinuzzi. All'interno, bell’altare maggiore in marmo di Carrara con statue dei Ss. Sebastiano e Rocco; fonte battesimale del 1575; dipinti della fine del XVI secolo (Ascensione), del 1736 (la patrona S. Agnese), del 1856 (L'Immacolata, dell'udinese Luigi Pletti). I quadretti della Via Crucis sono attribuibili a Domenico Molinari. Da ricordare il Palazzo Strassoldo Frangipane, costruito alla metà del Settecento da architetto vicino ai modi del Pacassi, con una torre all'estremità, resto del precedente castello, bel portale in bugnato e stemma nobiliare: è ricco di memorie storiche ed artistiche della nobile famiglia. Da visitare infine, ad Aiello, il Museo della Civiltà Contadina del Friuli Imperiale, ubicato in un centro aziendale composto da fabbricati del XVIII-XX secolo e da un'ampia area scoperta. Strutturato con intelligente attenzione sia alla spettacolarità che alla didattica dell'esposizione, permette la rivisitazione del passato modo di vivere della popolazione della campagna friulana.
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