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Premariacco ricorda i ventisei
patrioti giustiziati dai nazisti
(Lucia Aviani -
Messaggero Veneto)
Era il 29 Maggio del 1944. Ventisei patrioti - quasi
tutti ragazzi - vennero prelevati dai nazifascisti
dal carcere di Udine, caricati su un camion e
portati a morire: i primi 13 furono fatti scendere
nella piazza di Premariacco e giustiziati davanti
agli occhi dei loro compagni, costretti a osservare
dal mezzo su cui si trovavano stipati. Gli altri
prigionieri subirono la stessa drammatica fine, poco
più tardi, a San Giovanni al Natisone, davanti a
Villa de Brandis, atto di rappresaglia compiuto con
la precisa finalità di diffondere il terrore fra la
popolazione. Jl più giovane aveva appena 16 anni. Alcuni, in
prigione da una ventina di giorni, appartenevano al
Fronte della Gioventù; altri erano stati catturati
solo 48 ore prima, altri ancora si trovavano in
cella ormai da mesi. I corpi dei martiri furono
lasciati appesi ai patibolo fino a sera, quadro
dell'orrore rimosso soltanto con il buio, quando le
salme furono condotte al forno della Risiera di San
Sabba.
Domenica mattina, come ogni anno, le comunità che
portano il peso del ricordo di questa tragedia si
sono unite in un commosso omaggio alle vittime,
svoltosi nel centro di Premariacco, davanti al
monumento dedicato ai caduti: alla posa di una
corona sono seguiti gli interventi del sindaco
Michele De Sabata e di Dino Spanghero, della
segreteria nazionale delI'Anpi, che ha tenuto
l'orazione ufficiale.
Doverosa la memoria, imperativo - si è sottolineato
nel corso della cerimonia - trasmettere alle nuove
generazioni la conoscenza e la consapevolezza della
barbarie cui può arrivare la bestia umana: in tal
senso, significativa è stata la presenza - accanto
al primo cittadino - del delegato del consiglio
comunale dei ragazzi.
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