appunti di viaggio

Fontanabona (Pagnacco)
(22 Marzo 2000)

            Nel mio viaggio di ritorno da Caporiacco, anche se mancava poco a mezzogiorno e correvo il rischio di non arrivare a casa in tempo per l'aperitivo, ho deciso di percorrere una strada diversa a quella dell'andata. Di solito, quando decido di fare questo, non ha mai motivo per pentirmene, ed anche in questa occasione le piacevoli sorprese non sono mancate. Viaggiare per le stradine che collegano tra loro i ridenti paesi della campagna friulana Ŕ un vero spasso. Certamente non si corre il rischio di perdere l'orientamento, avendo sempre come punto di riferimento le montagne friulane, anche se a quelle latitudini, la loro forma non Ŕ la stessa alla quale sono abituato. BisognerÓ comunque che mi decida di prendere nota di tutti i paesi che attraverso, perchŔ non sempre riesco a ricostruire il tragitto e spesso non riesco a dare un nome alle localitÓ dove ho ripreso le fotografie.       
        Non ricordo esattamente dove, ma ad un certo punto ho invertito la marcia, perchŔ avevo intravisto una tabella segnaletica di colore giallo, con la scritta... "Museo della civiltÓ contadina" (o qualch'cosa del genere). Prima di arrivare alla meta, ho dovuto effettuare un'inversione di marcia perchŔ ad un bivio avevo fatto la scelta sbagliata e dopo un centinaio di metri la strada si "dissolveva" nei campi... Ritornato sui miei passi, confortato dal detto... "se non Ŕ zuppa Ŕ pan bagnato", ho infilato la seconda strada e sono finalmente arrivato alla meta.

        Per la veritÓ, il "Museo della civiltÓ contadina" era chiuso, ma nelle immediate adiacenze ho visto tante altre meraviglie,  alcune delle quali ve le propongo astenendomi dal fare commenti. Peccato non sia possibile pubblicare tutte le foto che ho ripreso e presentarvele alla massima risoluzione. Comunque, appena ci sarÓ lo spazio, una "panoramica" ripresa in questo "cortile friulano" sarÓ disponibile nel nostro "album foto".

        Il viaggio Ŕ poi proseguito, ma  a questo punto la mia attenzione era rivolta a trovare la strada pi¨ corta per avvicinarmi a casa, tenendo d'occhio le montagne e calcolando che se puntavo al margine Est della catena montuosa, non potevo sbagliare. Siccome le strade hanno anche le curve, mi sono sorpreso quando ho letto il cartello all'entrata di Leonacco in comune di Tricesimo. Pur indispettito dal fatto che quella non era la direzione del ritorno, non ho potuto resistere alla tentazione di deviare in direzione di una graziosa chiesetta che avevo intravisto. Dopo quella di Caporiacco, era la seconda chiesa dedicata a San Martino che quel giorno mi capitava di fotografare.


Leonacco (spero di non sbagliare) - Chiesa di San Martino

        Per i motivi a cui ho accennato in precedenza, non sono sicuro di rispettare la sequenza esatta, ma ad un certo punto mi sono fermato a Laipacco, perchŔ alcuni soggetti mi avevano attratto come delle calamite...


Une file di morÔrs vecjos...


... e une file di morÔrs zonvins...

            Per la veritÓ, mi ero fermato anche per fotografare una graziosa chiesetta, inoltre ero incuriosito da quel palazzo che si vede nella foto.  Con una certa titubanza, ho percorso il vialetto che porta nel cortile di quella casa signorile attraverso un cancello, che in quel momento era aperto. Guardandolo dal di fuori, anche se non riuscivo ad individuare nessun tipo di targhe o tabelle, poteva sembrare... non so... una scuola, o un centro culturale o qualche cosa del genere... Entrato piano piano nel cortile (con la macchina naturalmente), mi sono avvicinato all'entrata principale del palazzo, mentre un signore stava osservando le mie mosse attraverso i vetri della porta. Abbassando il vetro della portiera, senza scendere dalla macchina, ho chiesto che cosa fosse quel palazzo, al signore che nel frattempo era uscito in cortile, il quale senza mostrarsi seccato, con estrema gentilezza mi ha informato che si trattava di... una casa privata! Naturalmente ho chiesto umilmente scusa e ripercorrendo lentamente il cortile verso l'uscita, ha fatto in tempo a scorgere un bel pozzo ed una caratteristica tettoia, soggetti che avrebbero arricchito il mio archivio fotografico di immagini caratteristiche friulane. Naturalmente mi sono guardato bene dal fermarmi e chiedere il permesso per la ripresa...!

        Dopo due o tre tentativi,  ho finalmente trovato il punto per attraversare la SS13 nei pressi di Reana del Roiale e mi sono finalmente sentito padrone della situazione. Dopo qualche breve sosta per immortalare una caratteristica fornace e  una o due chiese, ho puntato decisamente verso casa, pentendomi di non essere partito almeno un'ora prima. SarÓ per le prossime volte...