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Colloredo di Monte Albano (UD), 14 Agosto 2011

          Castello di Colloredo (Tratto da: www.comune.colloredodimontealbano.ud.it)

          Una pergamena del 1258 dà notizia di Colloredo come feudo dei visconti di Mels, vassalli dalla casa del Tirolo sin dall'inizio del secolo Xl. Nel 1302 il patriarca di Aquileia Ottobono de' Razzi dava facoltà al barone Guglielmo di Waldsee, visconte di Mels, cavaliere di antica stirpe sveva, di costruire un nuovo castello su di un colle di proprietà nei pressi dell'avito maniero di Mels.
          Il castello fu portato a termine dopo la morte di Guglielmo dai suoi figli che per primi assunsero il cognome di Colloredo-Mels; esso costituì fin dai primi tempi un esempio tipico di castello "residenziale" costruito per necessità difensive al centro del feudo quale stabile e sicura dimora. Vale la pena di accennare alle lotte dei Colloredo contro i patriarchi, i conti di Gorizia, i Camineri, i Savorgnan, i Torriani. Nel 1409, per intervento di pace dei conti Prodolone, fu sventato un assalto da parte di Gemonesi e Tolmezzini. Nel 1420 il complesso cadde nelle mani dei Veneziani; nel 1511 subì il saccheggio nel giovedì grasso e ancora maggiori distruzioni con il terremoto nello stesso anno, che sconvolse tutto il Friuli. Cessate le lotte feudali che caratterizzano tutto il corso del XVI secolo, i proprietari si dedicarono a riordinare e abbellire l'ormai vetusta dimora. Furono allora soverchiate in gran parte le elevazioni medievali per lasciare posto alle fastose eleganze del Rinascimento.
          Risalgono a quest'epoca le decorazioni di Giovanni da Udine per il famoso studiolo del castello che costituisce senza dubbio uno dei più significativi momenti artistico-decorativi del pittore. Gli affreschi erano rappresentativi della tecnica della grottesca, con parti in pittura e altre a stucco, con figure zoo-antropomorfe e una fitta decorazione con numerosi minuti particolari. Sempre più ingrandito attraverso secoli, il castello subì una lenta sostituzione delle caratteristiche difensive con quelle più propriamente residenziali. Gli ultimi rifacimenti di un certo rilievo datano dalla fine del '700. L'aspetto del maniero, prima del terremoto, era quello di un sontuoso palazzo rinascimentale, parzialmente munito a difesa e provvisto di ingresso cui un tempo si accedeva per ponte levatoio. L'impianto era costituito da un nucleo centrale, tre torri e due ali. Una triplice cinta di mura è ancora riscontrabile.

Santa Messa
in occasione dei "Fogolârs in Vacance",
organizzato dall'Associazione Culturale Fogolâr Furlan di Bollate

Fogolârs Furlans in Vacance 2011

          Manifestazion ideade di Tin Toniutti, inmaneade dal Fogolâr Furlan di Bollate, pai furlans sparniçâts in Lombardie.
          Chist incuintri anuâl al vîf chist an la sô 30e Edizion zontant, ae so golaine di "perlis" furlanis, Colorêt di Montalban, la patrie di Ermes di Colloredo che al a dât dignitât leterarie ae lenghe furlane e di Ippolito Nievo scritôr e patriot garibaldìn.
          Il Coro Fogolâr Furlan di Milan, dal 1990, al partecipe a dutis lis edizions compagnant la Sante Messe cui siei cjants religjôs.
          Ogni an, ducj insieme, o mirìn une «perle» simpri gnove dal Friûl, onorant i muarts di ogni vuere e scambiant salûts e ricuarts cu lis Autoritâts.
          Il coro al è incomplet, ma i presints jê metin dute par fa ben.

celebrata da Mons. Emidio Goi, Vicario della Forania di Buia
ed accompagnata dal Coro del Fogol
âr Furlan di Milano



 CUI MI DÎS

Cui mi dîs cetantis stelis
c
h'e son sore l'orizont?
Cetanc' nui cui sa ch'a
girin

ogni dì
parsore il mont?
Ogni
nûl sa la sô strade
ogni stele je contade:
il Signôr ten cont di dut,
il Signôr ten cont di dut.

 
Duc' i
pès ta l'aghe frescje,

lis pavèis fûr
tai prâts,

ogni
arbul, ogni plante
il Signôr
ju à contâts,
e che biele companie
vîf e cres in alegrie:
cjante i lauts al Creatôr,
cjante i lauts al Creatôr.



 SALUTO DI MONS. GOI

Chiesa dei SS. Andrea e Mattia a Colloredo - Strettamente collegata alla famiglia Mels – Colloredo, la prima chiesa dei SS. Andrea e Mattia fu eretta fuori dal fossato del castello nel secolo XIV. Divenuta inadeguata per le esigenze del casato, nel 1626 fu dato incarico a Ciro di Pers di progettare sullo stesso sito, un edificio più grande. Nel 1700 furono realizzati in stile barocco l’altar maggiore e i due altari laterali; l’interno fu arricchito di un monumento funebre, di alcune opere pittoriche e di preziosi arredi fissi e mobili. Nel 1759 fu eretto il campanile. La chiesa conserva alcune opere pittoriche, come il lunettone con l’Annunciazione dipinta da Gaspare Diziani e la pala con la Madonna del Rosario e Santi di Giulio Quaglio. Di grande pregio è anche un crocefisso ligneo del 1400. A seguito degli eventi sismici del ’76, dopo i lavori di consolidamento iniziale eseguiti nel 1979, presero avvio le opere definitive di restauro a cura della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici del Friuli V.G. che si conclusero nel 1992.



 ESTRATTO

Mari divine ven jù,
ven jù cul frut dal to cîl.
Vaî tu s
âs ancje tu,
tal mont che il Fì à tradît.
Pòiti sul cûr dal Friûl,
gjolt pal amôr che ti ûl.



 BENEDIZIONE



 CANTO DI CHIUSURA

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